Uno splendido viaggio sulle montagne russe della mente di una borderline girl
martedì 17 agosto 2010
Lettera ad un amico
giovedì 12 agosto 2010
Quello che ha imparato Paolo Coelho
Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
Che la pazienza richiede molta pratica.
Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto te stesso.
Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
E’ vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
Non cercare le apparenze, possono ingannare.
Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange.
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Oggi ho saputo che è morto un mio caro amico che era ammalato da tempo. La cosa che mi ha fatto rabbia è che eravamo d'accordo di trovarci a bere qualcosa prima o poi ma tutte le volte che mi cercava io ero sempre impegnata, a macinare vasche in quella piscina di merda.
Mi rimane il rimpianto di non averlo salutato, gli volevo un gran bene, abbiamo passato bei momenti assieme.
A Natale ci eravamo incontrati e ci eravamo abbracciati forte forte, con la promessa reciproca che ce l'avremmo fatta. Conservo ancora il suo sms in risposta ai miei auguri:
"Grazie cara Luisa. Ricambio gli auguri sicuro che anche tu farai la tua lotta. Ce la possiamo fare! Un abbraccio! Gianni."
Ora che lui non ce l'ha fatta, mi assumo io l'impegno per tutti e due di farcela, di guarire una volta per tutte. Voglio vivere, voglio combattere, so che da lassù lui mi guarda e sorride.
Il suo viso sereno quando l'ho visto oggi disteso nella bara mi ha dato una sensazione davvero forte: ha smesso di soffrire ed ovunque sia, so che finalmente sta bene.
E per una vita che finisce, un'altra incomincia. E' nato Tommaso, figlio del mio amico Luigi e della sua morosa Cristiana. Che la vita gli sorrida sempre.
E' un mondo talmente ingiusto a volte, ma in fondo è ancora molto bello....
martedì 3 agosto 2010
una vita in vacanza
giovedì 8 luglio 2010
ricordi
Non so per quale strano motivo la cosa mi ha turbato parecchio, invece di guardare normalmente la puntata, la mia mente è volata indietro di due anni e ai vecchi ricordi.
Adesso potrei buttarla sul ridere e dire semplicemente che ero fuori come un tendone a strisce, ma così facendo mi sembrerebbe di banalizzare..
Quello che ho vissuto ora mi appare così estraneo, come un film di cui sono stata la splendida interprete.. I ricordi sono ancoa vivi e stasera mi fanno tanto male.
Ricordo quando facevo i salti mortali per arrivare alla discussione della tesi e correvo in giro come una matta per cercare la bibliografia, le mattine passate al day hospital a far flebo e il pomeriggio a lavorare in quel loculo di portineria dove io ero la custode tuttofare.
Ricordo ancora i rifiuti di curarmi, ero una mina vagante pronta ad esplodere, sono stata brava a tener duro fino alla laurea, di questo ne sono fiera.
Ma quel che è successo dopo è stato un susseguirsi frenetico di avvenimenti che non potevo più controllare.. Sono andata a ricoverarmi a Portogruaro, ho litigato con tutti i medici ed infermieri a causa della loro rigida disciplina. E poi il giorno seguente il collasso e la corsa a sirene spiegate con l'ambulanza verso il pronto soccorso. Voglio fermarmi qua, nel momento in cui realmente sono stata vicino alla morte. L'ho cercata, l'ho voluta ma quando si stava avvicinando ho preso paura.
Sono qui, dopo due anni, a rimettere insieme i cocci rotti e non è affatto semplice.
Non so cosa mi sia successo, quale sorta di miracolo sia avvenuto in me, ma sto ritrovando la mitica Luisona di un tempo, quella pazza e casinara, ma questa volta un pò più matura.
Finalmente posso dire di essere felice e di amare la vita.
E di amare Y., la sorpresa più bella che mi sia mai successa, l'ho trovato sulla mia strada e ora me lo tengo ben stretto, abbiamo tante cose da fare assieme.. tutta una vita davanti...
Mi ricordo i primi tempi, io ero ancora ricoverata a Padova, e la sera in terrazza stavo ore al telefono con lui guardando dall'alto la mia auto e sognamdo di prendere e partire per volare da lui. Sono stata bene a Padova ma il rientro a casaa non ha avuto paragoni.
Un segreto: ancora adesso ogni sera prima di andare a nanna mi vedo il video di Jovanotti di "A te" e penso al mio amore, ai primi tempi in cui ci stavamo conoscendo ed innamorando.. Jovanotti non è proprio il mio mito ma questa volta ci ha azzeccato...
A TE
A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria Come bollicine
A te che sei Semplicemente sei Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande Ed il mio grande amore
A te che io Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti Stringendoti un po’
E poi ti ho visto Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei Essenzialmente sei Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me a te
che hai reso la mia vita bella da morire,
che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei,
sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...
venerdì 25 giugno 2010
finalmente a casa
La vera sfida incomincia ora. Sono passate due settimane dalla dimissione dalla clinica di Padova. Mi sono tuffata nella vita vera. Ho avuto tanta paura all’inizio, ma vedo che a piccoli passi riesco a camminare con le mie gambe.
Sono ricordi ormai lontani quelli di Padova, due mesi sono volati senza che me ne accorgessi. E ne sono successe di cose.
Ancora rivedo nei miei sogni i posti che per due mesi sono stati la mia casa: la camera con le inferriate alle finestre dove io e Caterina facevamo stretching di nascosto la mattina presto, la terrazza anche quella con le inferriate, dove ci incontravamo a qualsiasi ora a osservare lo splendido panorama dei Colli Euganei e a fumare una sigaretta dietro l’altra. Ricordo che io osservavo dall’alto la mia macchina ferma nel parcheggio e sognavo il momento in cui sarei partita. E poi ancora il parco con le sue splendide vie alberate che si intrecciavano come un labirinto, la stanza dove ci massacravamo di partite a ping pong, la saletta pranzo dove io e Mary Grace mangiavamo da sole in intimità perché la ressa della sala mensa ci dava fastidio, il salotto con la tv, monopolizzata dalla Teresa che voleva sempre vedere Rete quattro con Tempesta d’amore e Walker Texas Ranger.
Mi sono rimaste nel cuore le splendide anime profonde ma fragili che mi hanno accompagnato nel mio cammino, quelle che nel buio della notte chissà cosa pensavano.
Caterina: la mia compagna di stanza, con un viso dolcissimo e angelico, due gambe lunghe come una gazzella, mia compagna di tante passeggiate, ma con l’anima in pena per la fottuta paura di ingrassare.
Giuditta: altra compagna di stanza, bella come una fotomodella, dolcissima e molto intelligente, tanto da avere in tasca una laurea in neuro fisiopatologia.
Teresa: anche lei compagna di stanza, un mastodonte che, nonostante la prepotenza nel monopolizzare la televisione su Rete Quattro, aveva sempre il sorriso sulle labbra. Russava come un treno a vapore, ma alla fine ci siamo abituate anche a lei.
Mary Grace: fragile ragazza napoletana, che in 33 anni di vita ne ha passate di tutti i colori, dall’ictus all’infarto e che è arrivata a non poterne più tanto che a febbraio si è ingoiata 90 pastiglie per il cuore. Salvata per un pelo. Non ho ancora capito se sia contenta o meno di essere ancora qui.
Lucia:bella contadinella bellunese che si è trovata un moroso al secondo piano, quello delle dipendenze.. tanti auguri…
Laura: mitica, la mia sosia visto che ci scambiavano spesso una per l’altra. Borderline e sempre fuori dagli schemi.
Alice: di un’intelligenza talmente grande che mi metteva soggezione ogni volta che parlavo con lei.. e gran bestemmiatrice stile scaricatore di porto.
Lia: con una cicatrice di un taglio di
Jessica
Raffaella: talmente obesa che quando è caduta dalle scale si è temuto un terremoto.. quanta fatica portarsi dietro un corpo maledettamente ingombrante.
Bruna: gentile e di gran cuore.
Dalila: bellissima ragazza, la nostra truccatrice professionale. Ci ha fatto sentire tutte quante delle strafighe almeno per un giorno.
Nicola: che mi batteva costantemente a ping pong, facendomi bestemmiare in greco antico.
Fabrizio: uomo di mezza età, dannatamente sensibile, la cui vita è stata spezzata dalla scoperta del tradimento di sua moglie che andava avanti da dieci anni. L’ho visto piangere e bestemmiare, avrei tanto voluto poter fare qualcosa per lui..
E potrei continuare a lungo..
E’ una malattia bastarda la mia; non ho neppure il coraggio di scrivere il suo nome, qui, nero su bianco. E’ difficile capire per chi non l’ha provata che grande dolore la accompagni. Pensano che siamo delle ragazzine viziate, ma invece è solo un grido di dolore che lanciamo al mondo solo perché non sappiamo o non abbiamo il coraggio di dire che stiamo male. E al diavolo tutti gli stereotipi del cazzo secondo i quali siamo bimbe capricciose che vogliono fare le veline o le modelle.
Ho incontrato persone talmente profonde e talmente intelligenti intrappolate in un corpo scheletrico che avevano deciso chissà per quale motivo di ripudiare.
Ho riflettuto molto sul perché io sia caduta in questo inferno fatto di angosce e solitudine, io non ero così una volta.. perché allora è successo?
Forse volevo lanciare un grido di aiuto, stavo male e non avevo il coraggio di dirlo, boh, non lo capirò mai. Forse semplicemente volevo essere accudita e protetta come da piccola purtroppo non lo sono mai stata perché i problemi più gravi della mia famiglia erano le pessime condizioni di salute di mio padre che era sempre fuori e dentro dall’ospedale, rischiando più volte di morire. L’atmosfera a casa mia era sempre di un continuo allarme rosso, io capivo che c’era qualcosa che non andava e reagivo con una aggressività tremenda: ero diventata la bulla del quartiere, quella che menava le mani su di tutti, soprattutto i bambini più piccoli e indifesi, li pestavo fino a farli piangere disperatamente.
In questi ultimi mesi sono cresciuta più che in tanti anni di vita. E ho capito una cosa importantissima: io sono una donna, una persona adulta, non devo essere accudita e protetta, devo essere in grado di farlo da sola. E iniziare ad essere io a occuparmi di chi ha bisogno di me, come i miei genitori, che sono anziani e la loro vita l’hanno già fatta e si godono la meritata vecchiaia, cercando di scansare gli inevitabili problemi di salute.
Intanto mi sto allenando:ho preso un gattino piccolo piccolo, una splendida creatura che si chiama Leo; è bellissimo aver voglia di tornare a casa sapendo che c’è una creaturina che mi aspetta per essere riempita di coccole ed essere accudita.
Quando, negli anni passati, ho fatto volontariato presso una cooperativa di disabili, nel decimo anniversario dalla fondazione, avevano creato una maglietta e la poesia che c’era stampata sopra me la sono ricopiata ed appesa al muro; la leggo sempre e ne faccio tesoro, perché quelle persone tanto sfortunate mi hanno insegnato molto, soprattutto a sorridere sempre e comunque.
La poesia diceva:
Dopo un po’ impari la sottile differenza
Fra tenere una mano e incatenare un’anima,
e impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno,
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci non sono contratti
E i doni non sono promesse.
E cominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
E con gli occhi aperti con la grazia di un adulto,
non con il cuore di un bambino.
E impari a costruire le tue strade di oggi,
perché il tuo terreno di domani è troppo incerto
per fare piani. Dopo un po’ impari che il sole scotta,
se ne prendi troppo…. Perciò pianti il tuo giardino
e decori la tua anima, invece di aspettare
che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte, che vali davvero.
Ebbene, sto imparando a decorare la mia anima, a riempirla di cose belle e soprattutto non aspetto più che qualcuno mi porti fiori, ma mi rimbocco le maniche e mi metto all’opera alacremente.
venerdì 18 giugno 2010
greatest love of all
Is happening to me
I found the greatest love of all
The greatest love of all
Is easy to achieve
Learning to love yourself
It is the greatest love of all
domenica 6 giugno 2010
verso casa
Oggi è domenica 6 giugno, il sole è alto su un cielo azzurro splendente. Sono quasi due mesi che sono ricoverata in questa clinica per anime devastate.
Sono entrata il 16 aprile, fuori faceva un freddo che gelava anche l'anima, avevo lo sguardo perso, il cervello lavorava a ritmo di una lumaca e con nessuna voglia di fare qualcosa per me, volevo solo starmene parcheggiata in questa sorta di hotel a 5 stelle, a riposarmi e giocare a ping pong.
Ho fatto gli stracazzi miei per un mese abbondante, poi sono stata posta di fronte a una scelta importante: mettermi d'impegno per migliorare (guarire è una parola grossa), oppure finire in ospedale col sondino nasogastrico.
Essere sbattuta con violenza di fronte alla dura realtà mi ha fatto pensare, ho fatto anche brutti pensieri dettati dalla paura, come ad esempio salire sul tetto e buttarmi giù, poi ho deciso di provare.
Ho ottenuto dei risultati ma la fatica è stata davvero tanta. E adesso, a meno quattro griorni dalla dimissione, mi sto fottendo di paura. Mi ritufferò nel mondo, nella vita vera, non ci sarà più nessuno a dirmi cosa devo fare, dovrò veramente mettermi alla prova.
Si sta bene qui dentro, sembra di stare in vacanza, ma è pur sempre un ambiente artficiale. Sono due notti che faccio incubi terrificanti, talmente vividi da sembrare reali. Stanotte ad esempio ho sognato che cadevo per terra e non avevo la voce per chiamare aiuto, poi mi trascinavano via come un sacco di patate verso il pronto soccorso dove prima la polizia mi sottoponeva alla macchina della verità e poi venivo intubata.
Secondo me sto assorbendo molto la negatività e il dolore di alcune persone che mi stanno intorno, ho ascoltato con interesse le loro storie, ho provato a dare una pacca sulle spalle e un sorriso per farle stare meglio, ma non è il mio compito, io devo seguire la mia strada, quella che mi porterà verso casa e soprattutto dal mio amore che mi sta aspettando.
Sono entrata che i miei sentimenti erano aridi come il deserto ed esco innamorata, della vita e di un uomo eccezionale, che mi ha scelto nonostante tutti i miei difetti. Non sono una donna perfetta, ma gli darò tutto di me.
La macchina è accesa, sono pronta per partire.. meno quattro, meno tre, meno due, meno uno.... arrivoooooooooooo!!
Home, where my thoughts are escaping, home
where my music's playing, home
where my love lays silently for me. Only for me...
