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Uno splendido viaggio sulle montagne russe della mente di una borderline girl

domenica 4 marzo 2012

Pensieri girovaghi

Oggi, nel tumultuoso girovagare dei miei pensieri, alla fine ho provato il nulla, un senso di vuoto profondo.
Invece di scappare come ho fatto altre volte, sono rimasta quieta ad ascoltarlo ed accettarlo come una parte di me.
Ho passeggiato nel parco e, poco a poco, l'aria tiepida che mi accarezzava le guance ha accolto il mio dolore e mi ha donato un pò di tranquillità.
Ho pensato tanto al mio amico Gianni, avrei tanto voluto che ci fosse anche a lui, a ridere e scherzare come ai vecchi tempi. Tuttora non riesco ad accettare l'ineluttabile e di questo mio lato debole si ciba quotidianamente la carogna che ho dentro.
Negli ultimi giorni, a seguito della morte di Lucio Dalla, mi sono trovata spesso a canticchiare "A modo mio, avrei bisogno di carezze anch'io..." Per fortuna le carezze non mi mancano, ma sento ancora qualcosa che mi scappa, qualcosa che inseguo e non riesco a trovare.
Ma che cos'è?


venerdì 2 marzo 2012

Tutto in sospeso

Vivo in sospeso tra senno e follia, tra masochismo e sensibilità, tra momenti fugaci di felicità e altri di disperazione talmente forte che mi corrode l'anima, tra grandi speranze e infinita rassegnazione.
Vivo alla giornata, inventandomi le cose da fare. Non ho obiettivi se non quello di arrivare a fine giornata illesa, nel corpo e nello spirito.
Ci sono giornate calde come queste in cui mi piace assaporare la tiepida aria che finalmente ha preso il posto del freddo polare dell'inverno e fumarmi una sigaretta in santa pace guardando le nuvole in cielo.
Ma dentro di me c'è ancora tanta inquietudine, talmente forte che mi toglie il respiro e mi fa contorcere lo stomaco come se qualcuno lo prendesse in mano e lo stringesse forte.
Ad ogni modo non va tutto storto: mi sono sposata e non avrei mai immaginato di arrivare a questo splendido traguardo, io mi sono sempre vista come una single convinta, senza uomini tra i piedi. Evidentemente mi sbagliavo.
Nonostante questo bellissimo evento, la carogna è ancora lì, fuori e dentro di me. Nessuno me la porterà mai via. La maschero con un un bel trucco, sempre in ordine  e ben pettinata e grandi sorrisi per tutti.
Sabato scorso sono stata talmente male che se Marco non mi avesse portata in ospedale avrei sicumente messo in atto il gesto estremo, quello che ancora non ho il coraggio di fare.
Ma sono ancora qui, inventandomi le giornate e guardando il cielo. Per ora va così.



martedì 21 febbraio 2012

Il più bel momento del giorno

Quando la mattina apro gli occhi il primo pensiero è: "Che cosa farò oggi?"
E la risposta è invariabilmente la medesima: "Una emerita minchia".
Spesso mi allieta sapere che la sera avrò lezione di kick boxing: almeno so che c'è un saccone che non aspetta altro che essere preso a calci e pugni da me. Ma non basta.
Scaccio immediatamente i malefici pensieri e mi alzo. Sempre le solite cose: mi piacciono i riti.
Accendo il pc, la stufetta (perchè anche se il riscaldamento funziona io prediligo gli ambienti caldi), do da mangiare alle belve inferocite e guardo il mondo fuori dalla finestra.
Caldo o freddo non importa, tanto la casuccia mi protegge da tutto.
Ed inizia il momento più bello della giornata: il sacro rito della colazione. Marco mi fa trovare una tovaglietta di carta col cucchiaino e poi io mi prendo il necessario. Uno yogurt Activia (che detto fra noi non funziona per niente), ci metto dentro un generoso cucchiaino di dolce miele d'acacia e completo il tutto con una manciata di corn flakes.
Mi gusto l'intruglio con calma, assaporando ogni boccone sperando che non finisca troppo presto. Ed infine è d'uopo una bella sigaretta, anche questa gustata con calma e tranquillità.
E qui la mia giornata può considerarsi finita. Mi aspetta il nulla assoluto.
Per questo poi torno a letto anche se non ho sonno. Fisso il vuoto e non penso a niente.
Talvota do una mano a Marco col suo lavoro ma non c'è granchè da fare.
Ho esaurito la fantasia sulle cose da fare ma ugualmente mi trucco e mi vesto magari solo per andare a prendere il pane, tutti espedienti per far passare il tempo.
E il lavoro? Tanto a lungo inseguito, tanto a lungo sfuggito.
E quando per l'ennesima volta l'impiegato dell'ufficio di collocamento alza le braccia al cielo dicendo. "No, lavoro non ce n'è proprio", beh allora mi cadono le palle. E' una frase sentita troppe troppe troppe volte. Basta, ci rinuncio.
Senza cadere nell'autocommiserazione, cosa che io aborro, devo ammettere che ho gettato la spugna.
Sono stanca e neanche più incazzata. Direi rassegnata. Mi godo le mie piccole cose e me le faccio bastare.
Finchè riuscirò a sopportare questa vita.
Finchè non mi tornerà la voglia di imbottirmi di pastiglie e finalmente dormire un sonno eterno a felice.



martedì 7 febbraio 2012

Chi sono i veri matti?

I matti sono punti di domanda senza frase, migliaia di astronavi che non tornano alla base, sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole, i matti sono apostoli di un Dio che non li vuole.
Mi fabbrico la neve col polistirolo, la mia patologia è che son rimasta sola quando avevo bisogno di aiuto.
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze e guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?
Anche se conduco una esistenza apparentemente normale, resto e rimarrò una borderline, dovrò accontentarmi di ciò che mi offre, un lavoro non lo avrò mai. C'è chi mi ama e non capisco come faccia a farlo, io tendo a triturare chi mi sta vicino.
Io sono come un pianoforte con un tasto rotto, l’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi, e giorno e notte si assomigliano, nella poca luce che trafigge i vetri opachi. Me la faccio ancora sotto perché ho paura, per la società dei sani sono sempre stata spazzatura. Puzza di piscio e segatura.
Questa è malattia mentale e non esiste cura.

domenica 8 gennaio 2012

Etichette

Mi hanno definito anoressica, mi hanno definito bulimica, mi hanno definito borderline, mi hanno definito schizo paranoidea.
Ma io sono LUISA, unica ed inimitabile, come tutti i miliardi di persone che popolano questo pianeta.
Le etichette potete ficcarvele dove meglio vi aggrada, io vado avanti per la mia strada.
Fiera e a testa alta.

giovedì 5 gennaio 2012

Grigiume

Ed eccomi nuovamente ricoverata al Grand Hotel Park Napoleon, struttura a quattro stelle per cervelli fritti.
Stessa stanza e stesso letto dello scorso ricovero.
Questa volta sono stata io a richiedere di venire qui, a casa non ce la facevo più, dovevo in qualche modo interrompere il circolo vizioso di comportamenti sbagliati che ormai erano una quotidianità.
E senza guaranà e ginseng a tenermi su, finalmente sono riuscita a riposare di un sonno ristoratore.
Però qui è tutto grigio e freddo, il cielo, il clima, l'anima va in ibernazione.
Sono contenta di essere venuta qui ma dopo due giorni mi sento molto meglio e voglio tornare a casa, dove realmente mi sento protetta. Si tratta solo di rifinire la terapia e torno come nuova.
Ho il vago sospetto che non mi mollino tanto facilmente. Secondo me la clinica si piglia una discreta dose di soldini dal sistema sanitario nazionale per ogni persona ricoverata, pertanto non gli conviene che io stia poco. Ma questa volta le regole le detto io.
E la prossima volta che ho bisogno di staccare la spina andrò in ferie da qualche parte invece di imbucarmi nell'ennesima clinica. Giusto???

venerdì 23 dicembre 2011

E' Natale (per chi ci crede)

Caro Gesù Bambino,
sono la Luisona, ti ricordi di me? Ti ho scritto una letterina anche l'anno scorso, seppure con grave ritardo, tanto che la Befana era già che bussava alla mia porta.
Ebbene, anche quest'anno è arrivato il tuo momento.. Sono tutti in trepida attesa della tua venuta alla luce, ma scommetto che anche quest'anno nessuno si sia preoccupato di farti trovare una capanna con il riscaldamento a metano invece del solito bue dall'alito pestilenziale.
Tutti ti aspettano, ma per la maggior parte dei casi è una farsa. Tutti aspettano il momento per scartare costosi regali e mangiare come porci. Che dire.. questa è la triste verità. Oggi sono stata al centro commerciale, c'era odore di soldi e carta da regalo dappertutto. Tu ti chiederai ma che diavolo ci facevi tu al centro commerciale anche se lo detesti? Semplicemente a comprare le sigarette e andare al lavasecco, i giri per negozi mi danno il voltastomaco.
Ma basta pensare agli altri, ognuno, secondo la sacrosanta regola del libero arbitrio, è libero di fare ciò che vuole.
Pertanto ora parliamo di me: innanzitutto mi sento impotente nel sapere che nascerai in condizioni precarie, tanto freddo e gelo, meno male che hai due genitori che ti amano alla follia.
Per me è stato un anno difficile, un continuo saliscendi di emozioni e stati d'animo altissimi o sotto terra, il tutto nel giro di pochi minuti. Mi gira la testa..
Anche io mi unisco al coro di coloro che ti chiedono qualcosa, sebbene non abbia nulla con cui ricambiare se non il mio amore  forte per te.
Niente di materiale.. Nella vita è meglio andare con pochi pesi addosso. Viaggiare nella vita con fardelli troppo pesanti fa venire il mal di schiena (e io ne sto iniziando a soffrire già da un pò di mesi).
Come l'anno scorso, forse sarò ripetitiva, ma ti chiedo solo serenità e salute per me e per i miei amici. E un lavoro regolare con tanto di contratto. Se poi ti scappa di aggiungerci vicino una macchina nuova mi faresti un favore.. la mia la ho sfasciata in un momento di black out mentale in cui non ci ho visto niente.. Ora sto girando con un Punto del 1994 (l'ho chiamata Wanda), ma è un pò malmessa visto che è caduta la marmitta e me la porto in giro nel bagagliaio..
Ti chiedo anche un pò di bromuro per il mio gattastro Leo che mi sta distruggendo la casa, e sinceramente la vorrei un pò piu in ordine..
Infine un bel viaggio negli States.. Sarà un bell'anno, prevedo buone nuove ma per ora non ti dico niente per scaramanzia..
Bene, caro Jesus, concludo questa mia lettera augurandoti una felice venuta al mondo, c'è tanta gente intorno a te che ti ama e che ti sta aspettando. Ma attenzione ai Re Magi: sono stat mandati in missione sotto mentite spoglie da Erode, ma tu sei più forte. Sei il migliore.
Tvb
Luisona